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Brochure 2017

Monte delle Fate

Scritto da Marco Tarantino.

La salita a Monte delle Fate che si propone è un anello parziale che attraversa vari ambienti, con un dislivello apprezzabile (quasi 800 m) nonostante l’altitudine modesta della vetta (1090 m) e tratti che richiedono un certo impegno, soprattutto in discesa. L’itinerario segue parzialmente i sentieri n. 36 e 37 dei Monti Ausoni; in ogni caso, anche i tratti non riportati dalla carta sono ben evidenti e accuratamente indicati dai segnavia bianco-rossi.

L’escursione inizia in località “Mandra Riccitiello”, a quota 300 m slm, dove può essere lasciata l’auto. Il sentiero procede da subito su evidente mulattiera, in ambiente di tipica macchia mediterranea. Dopo circa 30 minuti di salita si giunge al “Pozzo delle Cutine”, una duplice sorgente che affiora da una enorme lastra di pietra calcarea. E’ la prima chiara variazione allo scenario che si attraversa durante l’escursione. Spostarsi su questa superficie può essere disagevole durante la stagione umida, che rende scivoloso il fondo di pietra: di conseguenza, occorre prestare la massima attenzione.

Riprendendo la salita, dopo un altro tratto attraverso la macchia, gradualmente la vegetazione si apre: si passa al cospetto di uno spettacolare esemplare di leccio, sicuramente plurisecolare. La mulattiera procede sopra un vallone, incrociando un tipico insediamento pastorale con tradizionale “pagliaro”. Da qui, attraverso una rada foresta, con alcuni tornantini si raggiunge il valico di Serra Palombi, a quota 745 m, un’ora e mezza circa dalla partenza. La vista inizia a spaziare tanto sulla Piana di Fondi quanto sulla zona di Sonnino. Questo ripaga della presenza di un enorme traliccio.

Si riprende il cammino verso nord-est, su evidente sentiero che attraversa un fitto lecceto; il dislivello non è molto importante fino al rifugio detto “Gliu Caturo”, a quota 840. Il rifugio, molto accogliente e ben tenuto, si trova su uno spiazzo che il sentiero raggiunge dopo essere uscito dalla foresta con ampio tornante. Seguendo le indicazioni per Monte delle Fate, il cammino si rituffa nuovamente nella vegetazione, con il dislivello che diviene man mano più apprezzabile. Salendo, la vegetazione dirada lasciando il terreno alla roccia. Ormai si è in vista della vetta, quota 1090, che si raggiunge dopo tre ore circa di cammino. La veduta è bellissima, dal mare ai monti sottostanti, ai borghi che si trovano nell’entroterra. In cima è stato costruita una tettoia che accoglie una madonnina.

Da qui il cammino scende decisamente attraverso una stretta mulattiera diretta a ovest, che punta direttamente su Serra Palombi. Questa è la parte più impegnativa del percorso (EE): vi si concentrano 345 m di dislivello su un terreno spesso scivoloso, di pietre e foglie (e fango dopo le piogge) attraverso il lecceto. Come accennato, il sentiero è stretto, ma è comunque segnato in maniera egregia.

Raggiunta Serra Palombi, si riprende la discesa per il medesimo sentiero utilizzato per salire.

 

Itinerario Da Mandra Riccitiello a Monte delle Fate per Serra Palombi
Difficoltà E; EE la discesa dalla vetta fino a Serra Palombi
Dislivello 790 m
Tempo a/r 5 ore e 1/2 (senza pause)

Nota: la traccia .gpx può essere scaricata dalla sezione Download

Elevation Profile {focus_keyword} Monte delle Fate chart cht lc chls 5 0 0 chf c ls 90 CCCCCC 0
Mappa

 

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