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La Via Cava di San Giuseppe

Scritto da Marco Tarantino.

La Via Cava di San Giuseppe rappresenta un bellissimo viaggio in un’epoca misteriosa attraverso un ambiente insolito, come può essere quello di un “canyon artificiale”. Questa via cava fa parte di una vera e propria rete di moltissimi altri tracciati del genere presenti in Toscana meridionale. Se è chiaro che la prima costruzione di questi sentieri, interamente scavati a mano nel relativamente tenero tufo, avvenne ad opera degli Etruschi, meno chiari sono i motivi per cui sarebbero stati realizzati: chi dice che si tratti di semplici vie di comunicazione tra i centri abitati; chi invece sostiene che implichino motivi di carattere religioso e devozionale. L’atto dello scavare avrebbe favorito il culto della Madre Terra e avvicinato agli antenati defunti.

Ci troviamo nell’Alta Maremma, nel territorio di quelle che sono state ribattezzate le “Città del Tufo”: Pitigliano, Sovana, Sorano. L’itinerario qui proposto parte proprio dal centro di Pitigliano, scende ai piedi del suo centro storico fino all’imbocco della Via Cava di San Giuseppe, e si inoltra attraverso questa fino alla Fontana dell’Olmo. Non presenta difficoltà particolari; il dislivello è di 110 metri circa in discesa, per poi risalire di circa altri 85 metri (l’opposto per il ritorno). I tempi di percorrenza sono di circa due ore, pause escluse. La lunghezza complessiva, andata e ritorno, è di circa 5,5 km. Il percorso è vario e alterna motivi di interesse storico, archeologico e ambientale, fino alla sorgente, in un paesaggio estremamente vario. Da evitare durante o subito dopo pioggia e rovesci.

Da Piazza Garibaldi si imbocca, sul fianco meridionale del centro storico e uscendo attraverso la porta cittadina, la scalinata che scende serpeggiando verso il basso. Da qui si ha un colpo d’occhio meraviglioso sui bastioni della città vecchia e dell’Acquedotto Cinquecentesco. Si giunge subito ad una stradina bianca, che prosegue ai piedi della rupe cittadina: altri scorci mozzafiato si susseguono, solo a volgere in alto lo sguardo.

Dopo una ventina di minuti si giunge ad un quadrivio, formato dalla stradina che proviene dalla parte alta del centro storico sulla destra e dalla Via Cava detta di Poggio Cane sulla sinistra; si imbocca quest’ultima e si scende di livello. Il paesaggio diviene più misterioso e intimo, con il percorso che si incunea nel tufo: si prende la diramazione a destra (che si incontra dopo poche decine di metri), e si scende ancora di quota, attraverso alte pareti. Queste ultime sono imbragate in rete metallica per motivi di sicurezza. Scendendo con alcune serpentine, in una decina di minuti dal quadrivio, si giunge ad una strada provinciale, attraversata la quale, immediatamente dopo, vi sono le indicazioni per la Via Cava di Fratenuti. Per quella di San Giuseppe si prosegue sul ponte sul fiume Lente. In breve la Via Cava ridiventa profonda nella roccia tufacea, in un paesaggio magico. Alcuni tratti sono segnati da profondi solchi, molto probabilmente di ruote di carro; in altri vi sono accennati degli scalini scolpiti, consumati dall’usura e dal tempo. Qua e là vi sono degli affioramenti sorgivi. Lo scenario è estremamente suggestivo: antri scavati nella parete precedono l’edicola votiva dedicata a San Giuseppe. La roccia su cui venne costruita cedette nel 1995, appoggiandosi all’altra parete, e formando da allora un tunnel che rende tutto ancora più affascinante. Proseguendo con lieve pendenza in salita, lo scenario si apre di nuovo, tra vegetazione composta da lecci e macchia. Incrociando un altro paio di strade rurali, si seguono le indicazioni per la Fontana dell’Olmo: questa è la meta finale dell’escursione, dove è possibile ristorarsi con l’acqua sorgiva che sgorga dal fontanile, ornato dalla maschera di un satiro.

Tornando per lo stesso itinerario (o anche all’andata) è possibile fare una brevissima deviazione sulla destra per ammirare i resti di una necropoli etrusca, poco prima della strada asfaltata.

Usciti da Via di Poggio Cane, inizia un semi-anello: andando dritti si sale in paese passando per Porta Sovana, detta anche Capisotto. Si guadagna nuovamente Piazza della Fortezza attraverso lo splendido centro storico di Pitigliano, tra monumenti, botteguccie, fontane.

Itinerario Da Piazza Garibaldi alla Via Cava di San Giuseppe attraverso la Via Cava di Poggio Cane; ritorno attraverso Porta Sovana.
Difficoltà T
Dislivello Ascesa totale: 240 m; Dislivello: 115 m
Tempo a/r 2 ore

 

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Mappa

 

 

 

 

 

 

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