
Monte Revole
Gradevolissima passeggiata di cresta in ambiente tipico carsico e dove in primavera si possono osservare bellissime radure fiorite.
| Itinerario: | Da Forcella di Fraile (990m) per la cresta sud fino a Monte Revole (1285m) |
| Difficoltà: | T - Percorso abbastanza semplice per il dislivello e la lunghezza ma con diversi punti da affrontare su pietraie |
| Dislivello: | 300 m. |
| Lunghezza A/R: | 4,5 Km. |
| Tempo di andata: | 1 ora e 15 minuti |
| Tempo di ritorno: | 1 ora |
| Note: | Interessante itinerario dove si può osservare l'ambiente tipico del carsismo |
| Segnavia: | Sentiero segnato 59 - Carta Escursionistica Monti Aurunci |
| Profilo Altimetrico: |  |
| Tracciati: | Google Map | Magellan | Garmin |
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Il percorso per giungere in cima a monte Revole, a quota 1285 slm, riserva delle vere e proprie sorprese.
Di per sé questo sentiero, che si svolge interamente sul crinale meridionale del monte, presenta un dislivello contenuto (circa 300 m) e non è eccessivamente lungo (2,28 km). Tuttavia, la superficie pietrosa rende il cammino a tratti difficoltoso.
Soprattutto la discesa richiede un certo sforzo di concentrazione, per evitare di mettere il piede in fallo.
Lo spettacolo che questa cresta rocciosa offre, comunque, vale bene un pizzico di difficoltà, che tra l'altro gli escursionisti un pochino più esperti saranno lieti di affrontare. In effetti, la salita in particolar modo offre dei tratti alquanto divertenti da affrontare.
Il sentiero comincia alla Forcella di Fraile, a quota 985, in corrispondenza del tornante della strada bianca che conduce al Redentore e del bivio che scende verso la valle di Polleca ed Esperia.
E' qui possibile parcheggiare l'auto e cominciare la salita della cresta, subito evidente.
Il primo tratto del sentiero offre dei bei panorami sulla valle di Polleca, ad est, e sulle valli al di spora di Maranola ad ovest.
Verso ovest è pure evidente la vetta del Ruazzo, con il monte Mesole e la località Fosso di Fabio. Voltandosi, Gaeta fa capolino al di sopra di monte Campone, mentre dai contrafforti di monte Altino sbuca, sospesa sull'acqua del Tirreno, l'isola di Ischia.
Continuando a salire il terreno rimane roccioso: il versante orientale di monte Revole è interamente ricoperto da una foresta di carpini, in cui sono presenti anche aceri e querce, mentre quello occidentale è completamente brullo. L'aumento dell'altezza rende possibile la veduta, nelle giornate limpide, anche dell'isola di Procida e dei Campi Flegrei, con Capo Miseno.
Intorno a quota 1200 si incontra una dolina incantevole, racchiusa tra le pietre e la foresta.
Da qui in poi il dislivello si fa meno marcato, e, quando immediatamente dopo le pietre ricominciano a farla da padrone, esse assumono le forme più stravaganti e suggestive, che lasciano spazio all'immaginazione di chi si diverte a raffigurare i soggetti più bizzarri.
Ad un certo punto, vi sono dei veri e propri bastioni rocciosi, che preludono all'ultimo tratto, quello più agevole, quando la vetta è già a portata di mano. Fioriture e piante grasse (i semprevivi) punteggiano l'erba negli interstizi delle pietre, con colori sempre vivaci ed incantevoli dalla primavera all'autunno.
L'escursionista rimarrà comunque affascinato dalla veduta che va sempre più aprendosi man mano che si sale: ad ovest il Circeo e Terracina, ad est l'Appennino e Montecassino chiudono un orizzonte che in realtà non può essere chiuso; ai piedi del monte, invece, l'altopiano di Campello si apre in tutta la sua imponenza, con le sue valli, con i laghetti meteorici, con i suoi pozzi e le mucche al pascolo. Dall'altro lato, la valle di Polleca è immersa nel verde dei boschi e delle coltivazioni, in alcune zone è terrazzata e punteggiata di costruzioni di pastori, mentre le pendici del Petrella si alzano imponenti.
L'arco degli Aurunci è chiuso ad est da monte Forte e dal Fammera.
Quando si raggiunge la vetta, poco distante si ammira il monte Fragoloso (un nome che è tutto un programma) e ad est Valle Piana di Campello si stende ai piedi del Faggeto.
Il punto più alto del Revole è contraddistinto da un tricolore che sventola allegro, piantato in un mucchio di pietre.
Qui ci si può fermare a riposare, si ha solo l'imbarazzo della scelta sul dove guardare, tanto belli sono tutti i versanti di questo monte piramidale che si staglia nel cuore della catena aurunca, un'ennesima sorpresa che questi monti carsici sanno riservarci.
Marco Tarantino
ALCUNE IMMAGINI:
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