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Atargatis è un’associazione culturale volontaria, di tutela ambientale ed escursionismo.

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Brochure 2013

Mappa Itinerari

Monte Gemma

Scritto da Marco Tarantino.

L’itinerario che sale a Monte Gemma da Santa Serena offre una bellissima panoramica dei vari ambienti che caratterizzano i Monti Lepini: l’escursione è infatti molto varia e capace di fornire diversi motivi di interesse. Dal pianoro carsico di Pian della Croce, più conosciuto come Santa Serena, il cammino si inerpica subito dopo nella faggeta, per poi continuare in salita attraverso paesaggi pietrosi, che alternano tratti boscosi ad altri più brulli. Proseguendo con vari saliscendi si percorre la cresta di Monte Salerio e si raggiunge Monte Gemma; il ritorno avviene ad anello scendendo in maniera decisa per il bosco e ricongiungendosi con la strada che raggiunge Pian della Croce.

L’itinerario inizia dalla Fonte di Santa Serena, a circa 1090 m slm, raggiungibile attraverso strada asfaltata dal paese di Supino: da qui si percorre il sentiero n. 23; la discesa avviene attraverso il sentiero n. 22.

La Via Cava di San Giuseppe

Scritto da Marco Tarantino.

La Via Cava di San Giuseppe rappresenta un bellissimo viaggio in un’epoca misteriosa attraverso un ambiente insolito, come può essere quello di un “canyon artificiale”. Questa via cava fa parte di una vera e propria rete di moltissimi altri tracciati del genere presenti in Toscana meridionale. Se è chiaro che la prima costruzione di questi sentieri, interamente scavati a mano nel relativamente tenero tufo, avvenne ad opera degli Etruschi, meno chiari sono i motivi per cui sarebbero stati realizzati: chi dice che si tratti di semplici vie di comunicazione tra i centri abitati; chi invece sostiene che implichino motivi di carattere religioso e devozionale. L’atto dello scavare avrebbe favorito il culto della Madre Terra e avvicinato agli antenati defunti.

Passo dei Monaci e Pratolungo

Scritto da Marco Tarantino.

L’escursione a Passo dei Monaci da Prati di Mezzo dell’Associazione Atargatis e del Gruppo Escursionisti Roccaseccani si sviluppa lungo la direttrice dell’itinerario N1 del Parco Nazionale d’Abruzzo, attraverso il Vallone della Meta; trattandosi in questo caso di un’Escursione in Ambiente Innevato, l’innevamento stesso ha permesso delle variazioni rispetto alla traccia del percorso. Parimenti, la presenza di neve ha consentito il fuori sentiero con cui, in ciaspole, si sono raggiunte le “Terrazze di Pratolungo” su quella che altrimenti sarebbe stata una pietraia impraticabile; da là, seguendo la vallata di Pratolungo, si è ridiscesi all’incrocio tra il sentiero N1 e l’N3. Quindi, sempre seguendo l’N1 si è raggiunto nuovamente Prati di Mezzo per il termine dell’escursione.

Il dislivello totale è di circa 555 metri, percorribili in 5-6 ore, considerando le soste e l’andatura. L’innevamento e la presenza di fuori sentiero consigliano fortemente la presenza di guide o di escursionisti esperti che possano accompagnare il gruppo; l’escursione viene altresì effettuata con l’opportuno equipaggiamento (ciaspole ed eventualmente ramponi).

Monte delle Fate

Scritto da Marco Tarantino.

La salita a Monte delle Fate che si propone è un anello parziale che attraversa vari ambienti, con un dislivello apprezzabile (quasi 800 m) nonostante l’altitudine modesta della vetta (1090 m) e tratti che richiedono un certo impegno, soprattutto in discesa. L’itinerario segue parzialmente i sentieri n. 36 e 37 dei Monti Ausoni; in ogni caso, anche i tratti non riportati dalla carta sono ben evidenti e accuratamente indicati dai segnavia bianco-rossi.

Monte Fammera

Scritto da Marco Tarantino.

Caratteristiche: L’escursione su Monte Fammera da Valle Gaetano è a due volti: una prima parte, attraverso Valle Gaetano, che ha la fisionomia di una vera e propria passeggiata, con dislivello nullo e nessuna difficoltà; una seconda parte nella quale si concentra, invece, tutto il dislivello, e che presenta passaggi esposti e su rocce di difficoltà apprezzabile (EE). Il ritorno si effettua su mulattiera non segnata; il percorso in questo tratto sarebbe molto evidente, se non fosse per numerosi rami di abete caduti e non rimossi (presumibile retaggio del nevosissimo febbraio 2012).

Alcune Foto

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